Riflessioni sulla letteratura per l’infanzia: la traduzione dei nomi dei personaggi

 La traduzione dei nomi dei personaggi rappresenta una vera e propria sfida per il traduttore, che deve tenere in considerazione una serie di fattori linguistici e culturali. I nomi propri racchiudono caratteristiche fisiche, connotazioni culturali, geografiche e storiche, spesso celano anche delle parodie. La traduzione risente, inoltre, delle preferenze del pubblico, delle esigenze degli editori e della cultura target. Le competenze di un traduttore di letteratura per l’infanzia devono abbracciare diversi ambiti e tener conto di aspetti pedagogici e didattici. Non vi sono regole precise per tradurre i nomi propri e i traduttori utilizzano tecniche diverse: la riproduzione (i nomi rimangono invariati), talvolta accompagnando il nome con una nota che evidenzi le qualità del personaggio, la trascrizione o la traslitterazione da un alfabeto diverso da quello latino (la trascrizione riguarda l’aspetto fonetico, la traslitterazione l’aspetto grafico, ad esempio la lettera greca ß viene trascritta foneticamente come beta e traslitterata come a), l’adattamento culturale e l’omissione. Spesso i nomi propri non hanno alcun significato nella lingua di origine, pertanto il traduttore può decidere di non tradurli.
Andiamo ad analizzare la traduzione dei nomi di alcuni personaggi famosi. I nomi dei personaggi delle fiabe dei fratelli Grimm sono stati tradotti principalmente usando la tecnica del calco ovvero il traduttore, come se si trovasse davanti a un’opera scultorea, riproduce fedelmente l’originale:

DE: Schneewittchen
IT: Biancaneve
EN: Snow White
FR: Blance-neige

DE: Rotkäppchen
IT: Cappuccetto Rosso
EN: Little Red Riding Hood
FR: Le petit chaperon rouge  

DE: Aschenputten
IT: Cenerentola
EN: Cinderella
FR: Cendrillon

La stessa tecnica è stata usata per i personaggi delle fiabe di Andersen:

DK: Den lille havfrue
IT: La Sirenetta
EN: The little mermaid
DE: Die kleine Meerjungfrau
FR: La petite sirène

DK: Den grimme ælling
IT: Il brutto anatroccolo
EN: Ugly duckling
DE: Das hässliche junge Entlein
FR: Le vilain petit canard

DK: Den Lille Pige Med Svovlstikkerne
IT: La Piccola Fiammiferaia
EN: The little match girl
DE: Das kleine Mädchen mit den Schwefelhölzern
FR: La petite fille aux allumettes

I nomi dei personaggi nei testi di Harry Potter, ideato da J.K.Rowling, rispecchiano la creatività dell’autrice, il suo modo di giocare con le parole, usando ad esempio anagrammi. Il nome Tom Marvolo Riddle altro non è che l’anagramma di “I am lord Voldemort”. La traduzione in francese dimostra la genialità del traduttore che ha optato per “Tom Elvis Jedusor”, anagramma di “Je suis Voldemort”. Il termine usato nell’opera originale per indicare le persone comuni è muggle (usato nel senso di ingenuo), in italiano viene tradotto come babbano, derivazione da babbeo, babbione ovvero una persona sciocca. Altri nomi vengono lasciati perlopiù invariati, perché ricordano già le caratteristiche principali del personaggio, come il professor Severus Piton, che in originale è Severus Snape. Qui si gioca sul significato di pitone e snape, con riferimento esplicito al termine inglese snake.
Il nome della protagonista dell’opera di Lewis Carrol, Alice in wonderland, rimane invariato in tutti i traduttori, anche se in ogni paese la pronuncia di Alice varia.
Nel testo The Lord of the rings di J.R.R. Tolkien, i traduttori mantengono spesso i nomi originali (Frodo, Gandalf, Saruman, Sauron, Legolas, Aragorn) oppure li adeguano alla loro lingua (l’inglese Pippin rimane invariato in francese e in tedesco, ma in italiano diviene Pipino). Per il cavallo di Gandalf, i traduttori hanno tenuto in considerazione la parola inglese shadow, ombra in IT, Schatten in DE:

EN: Shadowfax
IT: Ombromanto
DE: Schattenfell
FR: Gripoil

La soluzione adottata dai traduttori per Strider richiama l’etimologia del verbo stride, che significa camminare a grandi passi. La forma tedesca è simile foneticamente all’inglese e indica il girovagare, alludendo  a una caratteristica del personaggio, che vive come un eremita ai margini della società, perché sente il peso degli errori commessi dal suo antenato Isildur.   

EN: Strider
IT: Grampasso
DE: Streicher
FR: Grands-Pas

Worntongue, letteralmente lingua di verme, in tedesco e in francese è stato tradotto come lingua di serpente con riferimento esplicito alla psicologia del personaggio, un uomo ipocrita al servizio di Saruman, che con la sua dialettica incanta per molto tempo il re di Rohan, indebolendo il suo regno. 

EN: Worntongue
IT: Vermilinguo
DE: Schlangenzunge
FR: Langue de Serpent

Se prendiamo in considerazione i nomi dei personaggi dei fumetti, possiamo notare che spesso i traduttori hanno mantenuto il nome originale o lo hanno trasformato basandosi sulle caratteristiche fisiche del personaggio. Prendiamo alcuni esempi dei personaggi di Walt Disney:

EN: Mickey Mouse
IT: Topolino
DE: Micky Maus
FR: Mickey Mouse

EN: Donald Duck
IT: Paperino
DE: Donald Duck
FR: Donald Duck

EN: Huey, Dewey and Louie
IT: Qui, Quo, Qua
DE: Tick, Trick und Track
FR: Riri, Fifi et Loulou 

In quest’ultimo caso si nota in italiano un riferimento alla voce onomatopeica qua. In tedesco il traduttore gioca con il termine Trick, che significa astuzia, trucco, con riferimento alla furbizia dei tre paperini. In francese Riri ricorda il verbo rire (beffarsi, ridere, scherzare), Fifi è un termine del linguaggio infantile per indicare un piccolo uccello, Loulou si usa per rivolgersi a un bambino in modo affettuoso.
In conclusione non si può che rimarcare l’importanza della formazione culturale del traduttore, una formazione continua che deve inevitabilmente comprendere non solo competenze linguistiche, ma soprattutto disciplinari. La difficoltà è maggiore per chi traduce letteratura dell’infanzia, dove spesso è necessario adeguare gli elementi percepiti come estranei nella lingua e nella cultura di arrivo, al fine di far recepire ai piccoli lettori un testo straniero.

Bibliografia principale:
Verso la consapevolezza traduttiva, Pierangela Diadori, Edizioni Guerra, 2012
http://www.soronel.it/TR0004.html
http://www.diagonalley.it
Immagine di Henry Meynell Rheam, La bella addormentata nel bosco, tit. orig. Sleeping Beauty

Autrice: Barbara Meneghetti
Tutti i diritti sono riservati

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